PIAZZA RISORGIMENTO

VIA GUGLIELMO MARCONI

La breve via che unisce piazza 2 Giugno con piazza Risorgimento, è intitolata al celebre scienziato Guglielmo Marconi (Bologna 1874 – Roma 1937) cui si deve la “conquista scientifica” dell’invenzione del telegrafo senza fili e per questi studi ricevette il premio Nobel per la fisica nel 1909.

Nel 1939 il Ministero dell’Interno aveva invitato tutti i comuni d’Italia ad intitolare una via al Grande italiano.

RELIGIOSITA’ POPOLARE, ARTI E MESTIERI, SCUOLA DEI BATTUTI DI MIANE, 1300

Lungo via Marconi troviamo una serie di valenze storiche particolarmente interessanti: affreschi, portoni in legno, grate in ferro battuto, archi e mascheroni in pietra.

Di particolare interesse l’affresco ottocentesco “Madonna col Bambino “e l’affresco settecentesco (di cui si può vederne una parte) entrambi restaurati da Ivan Ceschin nel 2016.

Due ulteriori testimonianze storico ed artistiche presenti all’interno della casa sono senz’altro meritorie di approfondimenti e ricerche: la data ADI 28-11-1758 incisa sulla pietra dello stipite della porta e soprattutto quanto rimane di un dipinto realizzato ad affresco.

Riguardo a questa casa, risulta essere particolarmente interessante quanto scrive Pietro Stefani a pag.177 del suo libro edito nel 1980 Miane della Valmarena nel ‘300… “l’abitazione del sig. Fausto Bortolini, che è poi un discendente della parentela di Prè Jacobino da Miane, ha tutta l’aria di avere avuto una certa relazione con queste Scuole* o almeno con la dimora del sacerdote benificiato della Chiesa di San Pietro. I vetusti portali ed il battente di ferro, una testa d’angelo sulla facciata con l’iscrizione “sia lodato Gesù Cristo”, un affresco con la Beata Vergine e soprattutto un grande Crocifisso ed altre suppellettili religiose conservate fino ad una cinquantina di anni fa, sembrano potersi ritenere dei buoni indizi. In questo senso è significativa l’iscrizione a grandi caratteri sulla parete di una stanza: “dal sol punto di morte dipende o peccator l’eterna sorte”.

*Queste Scuole – è qui da intendersi la Scuola dei Battuti e questa confraternita (a Miane) è ben definita per l’origine, gli scopi e la sua importanza religiosa e sociale (pag.176 dal libro di Pietro Stefani). Le Scuole dei Battuti erano confraternite attive già nel 1300 e funzionavano con gli intenti di una mutua di soccorso, di un ricovero, di un rustico ospizio per pellegrini bisognosi, dando un tono di promozione sociale alla comunità.

POZZI E FONTANA DI PIAZZA RISORGIMENTO E ADIACENZE

In piazza Risorgimento troviamo: una fontana in pietra antistante lo spazio dell’ex pesa pubblica, un pozzo nel cortile interno dell’edificio residenziale, un pozzo nel cortile di casa Perin.

PIAZZA RISORGIMENTO – EX PRINCIPE DI PIEMONTE

Con il termine Risorgimento in Italia si intende quel periodo riconducibile all’anno 1848 in cui in quasi tutti i paesi europei, esclusa l’Inghilterra, si manifestano importanti motti rivoluzionari riconducibili a tre distinti fattori:

Momento Liberale, si vuole affermare il diritto alla libertà ed ottenere un regime costituzionale contro l’assolutismo dei governi.

Momento Nazionale, si presenta nei paesi che si trovano sotto l’oppressione o il controllo di una potenza straniera e perciò mirano all’indipendenza, è il caso della realtà italiana.

Momento Sociale, si tende per la prima volta a risolvere alla radice la questione sociale o addirittura come in Francia ad instaurare un regime rivoluzionario di carattere sociale.

PIAZZA PRINCIPE DI PIEMONTE

L’attuale piazza Risorgimento in precedenza era titolata Principe di Piemonte (come attestato dalla piastrella in ceramica di colore blu che appare tutt’oggi nell’edificio che dà sulla piazza) e questo è il suo significato: Principe di Piemonte è un titolo nobiliare di Casa Savoia istituito nel 1418, era attribuito al maschio primogenito del capo del Casato. In seguito, il titolo designa l’erede al trono del Regno di Sardegna e dopo l’Unità d’Italia del 1861 all’erede al trono d’Italia. Dopo il 1946 indica semplicemente in forma privata il figlio del Capo della Real Casa di Savoia.

Nel primo dopoguerra i Savoia erano molto popolari dalle nostre parti, basti pensare al tripudio delle nostre popolazioni quando nel 1922 il Principe del Piemonte passò anche nei nostri paesi. Da Miane la gente accorse in massa a Follina per vederlo passare il 6 maggio 1922: “Oggi alle ore 3 e tre quarti del pomeriggio passò per Farra proveniente da Treviso, Conegliano, Vittorio Veneto, Follina, il Principe del Piemonte sua Altezza Reale Umberto di Savoia, figlio del Re Vittorio Emanuele III ed Elena Petrovich …”, il corteo reale era composto da venti automobili portanti autorità civili e militari di Treviso.

Data questa vicenda storica è ragionevole pensare che l’intitolazione della piazza Principe di Piemonte sia da collegare a quel 6 maggio 1922.

LA PIASTRELLA BLU DI PIAZZA RISORGIMENTO

“Il 5 maggio 1901 il comune compra dalla ditta Andrea Galvani di Pordenone 830 piastrelle di colore blu per la numerazione delle case”.

Questa testimonianza storica è interessante perché la piastrella blu di ceramica recante la scritta “Piazza Principe di Piemonte “ricorda che le poche numerazioni blu che ancora si vedono sulle vecchie case di Miane, sono da ricondurre a quelle piastrelle acquistate dal Comune il 5 maggio 1901.

CASA NATALE DEL MUSICISTA GIOVANNI JEAN ANTIGA, 1878

Sulla facciata dell’edificio di piazza Risorgimento una targa ricorda con queste parole l’illustre cittadino:

               QUI NACQUE GIOVANNI MARCO DOMENICO ANTIGA (MIANE 1878 – NIZZA 1960),

                                              INSIGNE MUSICISTA E DISTINTO COMPOSITORE

                                   MIANE 22 MAGGIO 2009, L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

UNA PICCOLA MERIDIANA INCISA SU PIETRA

Sulla finestra di sinistra dell’edificio di piazza Risorgimento, sede della banca, è inserita una particolare meridiana storica dalle ridotte dimensioni e incisa su pietra.

LE STORICHE BOTTEGHE DI PIAZZA RISORGIMENTO

Un tempo, in Piazza Risorgimento e nel suo intorno si affacciavano storiche botteghe artigianali.

  • La macelleria Boschetto 1909 (vedi il punto nr. 70)
  • il calzolaio Albino De Bortoli detto “Cincina” che teneva bottega vicino alla macelleria Boschetto 1909 ed esercitò fino agli anni ’70.
  • Il negozio di generi alimentari gestito da Matilde Soligoi Antiga (la madre del famoso musicista Jean Antiga) che occupava il medesimo spazio dell’attuale negozio Belmarket.
  • La rivendita latte e prodotti lattiero caseari di inizio Via 4 Novembre, gestita da Mozzetto Ettore e moglie Maria, fino agli anni ’70 (vedi il punto nr.53)
  • Il fabbro Koffen Francesco detto “Delgè” (arrivato con la famiglia dall’Austria nell’Ottocento) che teneva l’officina fabbrile nei locali adiacenti all’attuale birreria. Esercitò fino agli anni Sessanta.
  • Vicino all’Officina del Fabbro Koffen, la storia registra la presenza di un’altra bottega: la Falegnameria Corradini, gestita fino agli anni ’20 da Pietro(padre) e Gustavo(figlio). Una loro opera significativa da vedere: il portale d’ingresso e le due porte laterali, della chiesa Arcipretale di Miane.
  • L’Osteria Brandolini di Piazza Risorgimento. Ha una storia datata questo edificio che chiude ad ovest Piazza Risorgimento. Nei secoli andati l’Osteria di Miane (così era titolata) è stata di proprietà dei Brandolini (interessante il documento relativo alla locazione 1775) e successivamente acquistata dalla famiglia Mozzetto. Nel ‘900 il gestore Annibale Mozzetto diede forza e vitalità all’ambiente, trasformandolo da osteria ad apprezzato ristorante ed albergo e considerando che nuovi tempi si aprivano all’orizzonte, il sig. Annibale vi introdusse (pure) la musica, il ballo e la televisione. Ad Annibale successe nella conduzione il figlio Bruno (sua la titolazione di Ristorante al Girarrosto) con la moglie Giuseppina, che lo gestirono fino agli anni Settanta.

VIA BORGO FURO

Con questa indicazione nei secoli passati si intendeva il luogo per lo svolgimento del mercato regolamentato dalle norme definite dalla Repubblica di Venezia.

Lungo questa via è di particolare interesse la presenza fronte strada di un vecchio forno, la sua storia meriterebbe senz’altro il restauro.

Il forno, che era di proprietà di Fassina_ e Corradini(moglie) veniva utilizzato per sfornare il pane ad uso famigliare, ma su richiesta il pane veniva sfornato anche per le famiglie del vicinato. Lo storico forno fu operativo fino alla fine degli anni Cinquanta. Altra presenza importante nel borgo è la sede del Gruppo Alpini di Miane, inaugurata nel 1995.

LA SEDE SOCIALE DEL GRUPPO ALPINI DI MIANE

 Nel 1995 in occasione del 40° anniversario della rifondazione del Gruppo, gli Alpini di Miane celebrano il ricordo con due significativi eventi:

  • Organizzano e ospitano l’adunata della Sezione ANA di Vittorio Veneto (6 e 7 maggio 1995).
  • Inaugurano la sede sociale di via Borgo Furo al civico N° 2.

  In merito alla sede così scrive Federico Gusatto: “… La sede sociale, motivo d’orgoglio della presidenza del geom. Egidio Comin, viene realizzata grazie alla collaborazione  dell’Amministrazione Comunale che mette a disposizione del gruppo un edificio fatiscente acquisito da un privato.  Grazie al lavoro volontario dei soci ed alla collaborazione del Comune, il rudere viene sottoposto a demolizione e la sede riedificata dalle fondazioni”. (Pag. 322, dal libro   “Gli Alpini della Sezione ANA Vittorio Veneto. 90 anni di storia 1931-2021) a cura del Centro Studi ANA Sezione Vittorio Veneto.

VIA CANISEL FASSINA

Il significato di questa via che uniscePiazza Risorgimento a Via Loggia, potrebbe derivare da una modificazione popolare del nome calisel che è un diminutivo di calle, quindi cal (piccola via, vicolo stradina). Riassumendo il ragionamento fatto, Via Canisel Fassina potrebbe pertanto avere questo significato: piccola stradina che portava all’abitato della famiglia Fassina.

Ulteriore nota a proposito di cal. Nel passato veniva spesso aggiunto al nome della via, un aggettivo che qualificava la strada: Cal di Mezzo, Calchera, Cal Dritta, ecc…

VIA ROMA

Questa via, che ha inizio da piazza Risorgimento e prosegue in direzione Follina, è una chiara derivazione del telegramma che in data 28/7/1931 l’allora Presidente del Consiglio Benito Mussolini, inviava ai Prefetti l’ordine che tutti i Comuni d’Italia inserissero nella loro toponomastica una via o piazza con il nome di Roma.

MACELLERIA BOSCHETTO, 1909

All’inizio di via Roma, sopra la porta d’ingresso della casa fronte strada, fa bella mostra seppur segnata dal tempo, la scritta dipinta Macelleria Boschetto, storica insegna della rivendita di carni che chiuse l’attività negli anni ’70.

Altra interessante indicazione riportata sulla parete della casa è la data 1909 dipinta all’interno di un cerchio.

Dal libro La Pieve di Miane di Luigi De Biasi,2018 a pag. 95 ricaviamo la notizia che il macellaio Boschetto Francesco Giovanni era inserito tra le attività commerciali del Comune di Miane, per l’anno 1903.

Nel retro della storica macelleria è tutt’oggi presente l’edificio che fungeva da macello.